Regolamento

L’orario di apertura al pubblico dell’Archivio di Stato della Spezia è il seguente:

lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 8:00 alle 14:00;

martedì e giovedì orario continuato dalle ore 8:00 alle 17: 00.

Nella sala di studio sono  presenti dieci  posti a sedere per la consultazione, uno dei quali  dotato di computer per  consentiere l’accesso alle risorse digitali dell’Istituto e a siti e portali che fanno capo alla Direzione Generale  per gli Archivi.

Due posti a sedere per la consultazione sono dotati di prese per l’utilizzo di pc portatili.

Ammissione

L'accesso alla sala di studio è libero e gratuito per chiunque, italiano o straniero,  voglia consultare gli archivi per ragioni di studio, amministrative,  private, previa esibizione di un documento d’identità con validità in corso.

Per accedere alla ricerca è necessario  presentare una domanda di ammissione alla Direzione dell’Archivio , compilando l’apposito modulo con i propri dati anagrafici e dichiarando l’argomento e le finalità  della ricerca.  L’ autorizzazione è valida per l’anno solare in corso. Qualora l’oggetto dell’indagine cambi nel corso delle ricerche, è necessario presentare una nuova domanda di ammissione.

Sottoscrivendo la domanda di ammissione si  acconsente al trattamento dei propri dati personali e si assume contestualmente l’impegno di osservare il Codice di deontologia e buona condotta per il trattamento dei dati personali per scopi scientifici  (allegato al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali).

La domanda di ammissione comporta l’impegno del ricercatore  a consegnare copia di eventuali pubblicazioni redatte attraverso la consultazione dei documenti dell’Istituto.

L’utente è tenuto ad apporre giornalmente sul registro delle presenze  il proprio nome e cognome scritti in modo leggibile, nazionalità, professione e firma.

Norme di comportamento in sala di studio

La fruizione da parte del pubblico dei beni archivistici impone una serie di cautele anche di ordine prettamente pratico, che tutti indistintamente, addetti ai lavori e utenti, sono tenuti a rispettare, al fine di garantire che il patrimonio giunto in nostro possesso, sia disponibile anche per le generazioni future.

I ricercatori devono depositare borse, cartelle, custodie p.c.  ed altri contenitori negli appositi  armadietti (30 x 30 x 30 cm) presenti in sala di studio.

È severamente vietata  qualsiasi azione che possa pregiudicare l'integrità del materiale in consultazione. In particolare è  fatto divieto di usare in sala di  studio penne e pennarelli, appoggiare il foglio su cui si scrive direttamente sui documenti in consultazione,  ricalcare le piante e fare lucidi delle stesse. Non è consentito apporre segni o numerazioni sulle carte, nemmeno a matita. Non è permesso alterare l’ordine delle carte e  nell’eventualità che si  riscontrino incongruenze, vanno prontamente segnalate al personale dell’Istituto.

Non è consentito estrarre il materiale documentario dal relativo fascicolo/busta, qualora il ricercatore abbia la necessità di selezionare il materiale per fotoriproduzioni è tenuto a servirsi dei segnalibri forniti dal personale dell’Istituto.

Macchine fotografiche, telecamere o qualunque altro strumento per la riproduzione, potranno essere adoperati esclusivamente previa autorizzazione della direzione dell’Archivio.

Non è  permesso introdurre in sala  di studio cibi o bevande.

Al fine di non recare disturbo agli altri ricercatori,  in sala di studio non è ammesso l’uso di telefono cellulare.

Disponibilità di consultazione

Le prese del materiale archivistico  possono essere fatte il martedì e il giovedì , entro le ore 16:15, mentre  il lunedì,  il mercoledì e il venerdì entro le ore  13:15,  fino ad un massimo di dieci  unità nei giorni di orario prolungato. Ordinariamente i tempi sono veloci, è stimata al massimo un’attesa di 15 minuti, tuttavia particolari condizioni di affluenza possono andare ad incidere sui tempi d’attesa e sul numero di prese effettuabili.

È consentita la consultazione di un solo pezzo per volta. È  possibile tenere in deposito per non più di tre pezzi, al massimo per sette giorni, dopo di che per avere diritto a una nuova consultazione, il ricercatore dovrà presentare una nuova richiesta.